da emmea90 » 28/10/2009, 10:39
Ovest, tutti contro Kobe: Ginobili e Portland alla finestra
Sulla carta nessuna squadra sembra poter impensierire i Lakers, rinforzati dall'arrivo di Ron Artest. Gli Spurs hanno preso Richard Jefferson e McDyess, i Blazers sono giovani, pieni di talento e con Andre Miller in più. In calo Phoenix e Houston
NEW YORK, 24 ottobre 2009 - A Ovest tutti partono con una sola certezza: chi vuole rappresentare la Western Conference alle Finali Nba deve fare i conti con i Lakers. I campioni in carica, infatti, partono da super favoriti. Una squadra già devastante nella scorsa stagione si è addirittura rinforzata acquisendo quello che molti considerano il miglior difensore sul perimetro nella Nba, Ron Artest. Kobe Bryant non poteva chiedere niente di meglio alla offseason. La dirigenza di LA non h rotto il giocattolo trattenendo Lamar Odom e ha regalato a Phil Jackson un gioiello come Artest, il quale avrà anche un carattere non facile, ma sul suo talento nessuno può dubitare.
RIVALI — Difficile pensare che qualcuno a Ovest possa davvero dare fastidio ai Lakers, ma ad approfittare di qualche eventuale passo falso dei campioni in carica ci proveranno gli Spurs, i Mavericks e i Nuggets. San Antonio sa di poter contare su giocatori di grande talento (e dalla straordinaria esperienza), ma riusciranno Manu Ginobili e Tim Duncan a evitare infortuni in questo campionato? Domanda legittima che spaventa i tifosi degli Spurs, rinfrancati però dal mercato della squadra texana. Con gli arrivi di Antonio McDyess e Richard Jefferson il club è tornato sui livelli di un paio di stagioni. “La squadra si è rifatta il trucco – commenta Duncan – sono convinto che faremo benissimo in questa stagione”.
FORZA DIRK — Parte fiduciosa anche Dallas che come di consueto si affiderà alla straordinaria versatilità di Dirk Nowitzki. Shawn Marion rende finalmente i Mavericks più atletici, Jason Kidd in regia e’ una garanzia, nonostante l’età e il nuovo arrivo Drew Gooden può dare solidità a una panchina che conta già su una delle migliori “riserve” della Nba, Jason Terry. Denver è rimasta alla finestra durante la offseason. Jones e Kleiza non ci sono più, ma con Billups, Anthony, Martin e l’entusiasmo di “Birdman” Anderson dalla panchina, i Nuggets possono fare rumore nella Western Conference.
QUANTO TALENTO — Sulla carta nessuna rotazione è così “profonda” come quella dei Blazers. Porland può contare su una lunga lista di giocatori talentuosi ai quali durante l’estate si è aggiunto anche il playmaker Andre Miller. Arriverà finalmente la maturazione del perennemente infortunato Greg Oden? Difficile dirlo, la garanzia a Portland si chiama però Brandon Roy.
IN RIBASSO — Se i Jazz devono risolvere alcune grandi contraddizioni poter puntare alle prime posizioni della conference, pieno di ostacoli appare il cammino di ex squadre di primissimo livello come New Orleans, Houston e Phoenix. In Arizona la partenza di Shaq potrebbe aver favorito un attacco che tornerà a correre come ai bei tempi di D’Antoni, il talento però a Phoenix non e’ più lo stesso. I Suns non possono puntare più in alto della sesta-settima posizione a Ovest. Houston senza Yao e Artest può arrivare ai playoff soltanto se Tracy McGrady tornerà quello di una volta mentre gli Hornets, nonostante l’arrivo di Emeka Okafor, non sembrano attrezzati per competere con le regine della conference. Difficile però pensare che a rappresentare la Western Conference a giugno alle finali Nba non ci saranno ancora una volta Kobe e compagni.
A Est ruggisce Cleveland. Ma occhio a Boston
I fari sono puntati sui Cavaliers di LeBron James e Shaquille O'Neal, ma i Celtics non sono certo da meno. Con l’arrivo di Rasheed Wallace e Marquis Daniels la panchina ha fatto il salto di qualità
NEW YORK, 23 ottobre 2009 - La stagione che sta per iniziare vedrà i fari puntati, per forza di cose, su Cleveland. Ad Est i Cavaliers partono con i favori del pronostico, ma la pressione con la quale l’intera franchigia vivrà questa stagione potrebbe fare brutti scherzi. Cleveland, infatti, deve dimostrare a LeBron James di poter rimanere ai vertici a lungo altrimenti nella oramai celeberrima estate del 2010, potrebbe perdere il suo fenomeno, il quale magari potrebbe farsi attrarre dalle luci della Grande Mela.
pressione — Danny Ferry comunque ha lavorato bene sul mercato, regalando a LeBron uno Shaquille O’Neal che potrebbe fare la differenza. Gli anni passano anche per Shaq, ma nell’ultima stagione a Phoenix, nonostante i problemi della squadra, O’Neal ha fatto cose egregie. Le Finali Nba sono l’unico vero obiettivo per la truppa di Mike Brown, qualsiasi altro risultato probabilmente verrebbe considerato come un fallimento e potrebbe definitivamente allontanare LeBron dall’Ohio. Se non è pressione questa…
anche boston — Se Cleveland punta per forza di cose al ruolo di leader della Eastern Conference, i Celtics non si sentono affatto inferiori. Tutt’altro. Con l’arrivo di Rasheed Wallace e Marquis Daniels la panchina di Boston ha fatto il salto di qualità. Rasheed è convinto che questa squadra possa addirittura collezionare 72 vittorie nella regular season, un pronostico davvero poco realistico, ma sicuramente con un Garnett al 100% i Celtics hanno le carte in regola per dare fastidio a tutti non solo a Est.
ecco carter — Con la partenza di Hedo Turkoglu, destinazione Toronto, i Magic, dopo la straordinaria cavalcata della passata stagione, rischiano, invece, di pagare dazio. Dal New Jersey è arrivato Vince Carter ma l’ex fenomeno di North Carolina potrebbe scombussolare i ritmi di un attacco bilanciato che ha bisogno soprattutto dei progressi di Dwight Howard. Le prime tre della classe, almeno sulla carta, sembrano distanziarsi parecchio dal gruppo delle inseguitrici.
occhio ai raptors — A dar fastidio alle tre regine della Eastern Conference ci proveranno gli Heat di un Dwyane Wade alle prese con decisioni difficile a fine stagione, i Wizards di un ritrovato Gilbert Arenas, gli atletici Hawks e soprattutto i Raptors. Bryan Colangelo durante l’estate ha dimostrato ancora una volta di essere uno dei più geniali General Manager della Lega e con alcune interessanti operazioni di mercato è riuscito a trovare spazio nella Salary Cap per assicurarsi il talento cristallino di Turkoglu, per allungare il contratto di Andrea Bargnani e per puntellare la squadra. Da Golden State è arrivato anche Marco Belinelli, un giocatore che sembra fatto apposta per gli schemi offensivi di coach Triano. Ottima, poi, la scelta al draft di DeMar DeRozan, un giocatore con personalità da vendere. I Knicks di Danilo Gallinari proveranno a strappare un biglietto per la postseason ma, considerate le incognite di una squadra con tanti punti interrogativi, l’impresa appare piuttosto difficile. L’obiettivo di Mike D’Antoni è, naturalmente, vincere più gare possibili ma anche valorizzare Gallinari, il giocatore più talentuoso (e non solo dal punto di vista del potenziale) dell’attuale roster newyorchese. LeBron parte quindi favorito ma gli ostacoli non mancano per i Cavaliers a Est.
(gazzetta.it)



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